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IL CODICE DI NUNZIO
Un thriller inedito scritto sul forum da 13 grandi menti della scuola
Creato da Zimona
Scritto da: Zimona, K1K2, Sammy314, Mastro28 ,Sigdfrid, Cassandra, Mlux, Nimrod7, Folletto, Temperino, Mavi's, Chicca V, Kl@
Capitolo I
…finalmente anche l’ultima era uscita. Finalmente erano soli. Era stata una giornata agghiacciante: troppa gente, troppi occhi curiosi, troppo rischio. Ma per fortuna era passata. Ecco il momento tanto atteso: si guardarono negli occhi per un attimo, e poi si diressero risoluti verso la fotocopiatrice : “la gallina và a covare, apriti orsù, non ci far aspettare”. Il vano si aprì. Nunzio prese lentamente il Libro, trasse dalla tasca la penna e guardò esitante Bruno, che ,dopo qualche istante, cominciò a dettare “ anche oggi siamo riusciti a….ma chi c’è??!!!?” sussultarono: c’era qualcuno che li osservava…(zimona)
Capitolo II
Si narra in giro che da un'aula non precisata di quell'istituto, invaso da professori malefici, studenti ingenui e una strana creatura che sotto il nome di osvy si aggira all'interno della struttura stessa, provengano strani rumori durante la notte...... chi è che rimane dentro il tetro edificio al calare delle tenebre? La gente mormora che sotto le vesti di un innocuo guardiano chiamato Nunzio si possa nascondere un genio maligno che trama la conquista del mondo (o semplicemente vuole un aumento di stipendio); tutto ciò è coperto da un alone di mistero.....(k1k2)
INTANTO LA TRIOLO ERA Lì,PRONTA A SPIARE OGNI MINIMO SEGRETO DI QUELL'ARTE MALEFICA KE COLTIVAVA ORMAI DA LUNGO TEMPO E KE-GIURAVA-SAREBBE STATA PRONTA AD USARE CONTRO OGNI STUDENTE DEL SOCRATE...(mlux) Passi svelti e veloci si sentono nei corridoi scuri del liceo....è lei, la Triolo ( anche chiamata "la sottile linea rossa) che vaga.............cosa cercherà........un'altra giovane mente da annullare con la sua schizzofrenia????? (mastro28)
....questi erano solo alcuni dei terribili misteri che aleggiavano nella scuola.... alcuni testimoni avevano anche visto misteriose luci provenire dalla palestra, ma ancora alcuni scettici spiegavano questi fenomeni con allucinazioni causate dallo stress da pagellino... ma un giorno accadde qualcosa da far accapponare i capelli: nell'ora di ed fisica, una classe stava giocando beatamente a pallavolo, quando ad un tratto, uno studente, un certo luca mangione, sentì qualcosa...qualcuno bussava. ma da dove proveniva quel rumore?? dal pavimento!!! tutti gli studenti accorsero lì vicino per ascoltare: davvero qualcuno bussava da lì sotto...cosa succedeva, chi era mai??? stavano per gridare aiuto, se non chè il buon vecchio caro bidello si avvicinò alla classe atterrita: "tranquilli,ragazzi,tranquilli....non...non è niente...dovete sapere che....emh...beh....ah, si,le galline!! sapete, le galline in calore io le tengo lì sotto se no....ecco....se no...aggredirebbero gli studenti, no?" i ragazzi si guardarono perplessi... (zimona)
Capitolo III
Nunzio era così rassicurante che gli studenti e i prof. presenti in palestra dimenticarono presto...Non ci volle niente a non farci caso. La Giorgi ricominciò a urlare " rincoglionito", Osvalduccio fischiettò per la Scuola con la sua nuova cravatta, mentre Castellani e la Triolo sembravano ignari dell'inquietante segreto che nascondeva il pacato bidello della Scuola. Nunzio. Salutava tutti sorridente, ma dietro quel sorriso, quella faccia da brav'uomo, si celava in realtà un incredibile mistero.
Ma c'è sempre qualcuno che non dimentica, qualcuno che vuole approfondire. Il timido professor Iafrate...Lui da anni sentiva dei rumori, veloci, inquietanti, raccapriccianti rumori...E non solo dalla Palestra, ma a volte, quando spegneva lo stereo, quando non ascoltavo il mitico Ludovico Van, udiva vari TOC - TOC. Bussava qualcuno, da sotto. E ogni volta, puntuale e vigile, Nunzio si presentava e lo rassicurava: " Sono le galline..." un pò impacciato. E a volte arrivava pure Bruno, con uno sguardo pallido, che fissava Iafrate.
Ma una notte Iafrate decise di rimanere a Scuola. All'inizio pareva tutto tranquillo, finchè non udì dei rumori...Girò tutta la Scuola, i rumori provenivano dall'aula Magna...Aprì piano la porta e vide... Nunzio e Bruno che scavavano, scavavano... Accanto a loro c'era un grande sacco. Cosa c'era dentro quel sacco? Cosa? Lo seppellirono. Dopodichè dissero con voce assai pacata: " Osvalduccio ci premierà per questo". Il professor Iafrate rabbrividì. Decise di far finta per niente. Ma poteva nascondere ciò che aveva visto per sempre? I giorni passavano, la musica di Mozart, di Beethoven, gli riportava alla mente una domanda: " Cosa c'era dentro quel sacco? Cosa?" Ma temeva la risposta di tale domanda.(sammy)
Ma torniamo a quella notte...a quella fotocopiatrice...già, c'era qualcuno lì dietro a spiarli?? "abbiamo poco tempo!!!- sibilò nunzio-continua a dettare!!" un poco esitante Bruno riprese: "anche oggi siamo riusciti a non farci scoprire...ma ogni giorno quel prof. Iafrate diventa sempre più curioso...forse dovremmo..." "No, non lo dire neanche per scherzo-esclamò Nunzio- sarebbe troppo rischioso..." Bruno riprese "comunque ci rimane poco tempo per portare a termine l'opera...l'altro giorno alcuni ragazzi hanno sentito la Cosa bussare, e si stanno insospettendo. Ci ritiriamo nelle nostre stanze. attendiamo comandi, signore oscuro" Nunzio terminò di scrivere. Guardingo ripose il Libro nel vano e disse solennemente" la gallina ha covato, il signore oscuro non ci ha abbandonato". Il vano si chiuse. Scambiandosi un ultimo segno di intesa, i due si allontanarono nell'ombra. Ma la Triolo? aveva visto tutto, e meditava in silenzio nello sgabuzzino(zimona)
Bruno e Nunzio dovevano disfarsi degli elementi curiosi e nonostante l'aitante Daniele Cristiano rappresentasse una notevole minaccia non avevano fatto i conti con una delle altre professoresse: era una signora non tanto alta ma la sua chioma bastava per suscitare timore a quelli che le erano vicino, aveva una borsetta nella quale nascondere oggetti anche bizzarri quali una pallina rimbalzante bicolore, il suo nome è Rita ma nell'istituto è anche nota con l'appellativo di Robespierre. Perchè avere timore di un tale soggetto? beh perchè un segreto così grosso com'era quello celato nel Socrate avrebbe scatenato l'ira funesta che si trova in quel corpo mingherlino e nessuno si sarebbe potuto salvare...... intanto la Triolo rifletteva nello sgabuzzino nel timore di essere scoperta: "aspetterò che se ne vadano per aprire quel libro e leggerne......." si sentì uno straziante lamento provenire non molto lontano da dove si trovava lei seguito da uno: "vai piano o rischierai di farti staccare una mano!" la voce era molto simile a quella di Bruno......(k1k2)
...Proveniva sicuramente da Bruno quella voce. Stava guidando qualcuno, ma chi era? Era mezzanotte. La Triolo doveva capire cosa stava succedendo. Anche lei si era incuriosita, anche lei voleva sapere come il professor Iafrate...
Basta! Doveva scoprirlo! Uscì dalla sgabuzzino, controllò che non ci fosse nessuno. Attraversò il corridoio di corsa. La scuola era deserta. Ma dov'era il custode? Dov'era Nunzio? E Bruno dov'era finito? La docile professoressa, però, improvvisamente sentì un inquietante richiamo. Veniva dalla presidenza. Si recò verso la stanza del Preside, ma era chiusa a chiave. Improvvisamente uno strillo, uno stridulo lamento affannoso. " PROFESSSSSORESSSAAAAAAA..................." Qualcuno la richiamava. Ma lei la conosceva quella voce, certo che la conosceva. Era...ERA LEUZZI!!!! " Vuole giocare con me????" La professoressa emise uno strillo alla vista del Preside incappucciato. " Tu sai troppo ormai..." " No...Non so niente! Non so niente!" " Ormai è troppo tardi...NOI SIAMO DAPPERTUTTO” La Triolo incominciò a urlare. Svenne. Buio. Buio. Buio. Si ritrovò in una grande sala, tutto era così confuso e spaventoso... Erano tutti incappucciati. C'era Osvaldo al centro con una lunga maschera, Bruno mascherato...E poi c'era anche Dario Mastrantonio, che continuava a ripetere: " Satana è buono...Satana è grande..." " Satana è buono...Satana è grande..." Dove si trovava? Sembrava di essere intorno a una setta...Setta...
Ogni tre minuti arrivava puntuale Nunzio, che scaricava grandi sacchi. " Sono le nostre vittime sacrificali"... La Triolo guardava sgomenta, terrorizzata... Sotto al Socrate, la notte, parte dello staff professori si riuniva al piano di " sotto"...Un piano privato, mai visto da nessuno. Qui ci portavano gli studenti, per vendicarsi delle loro continue ipse dixit, dei loro litigi... E poi...Li cucinavano, e li mettevano nei tramezzini del Socrate...
La Triolo svenne...Poi era tutto buio... (sammy)
Capitolo IV Ma in tutto questo dov'era il nostro eroe? Questo strano miscuglio tra Harry e il pifferaio magico? Iafrate,curioso,dopo la notte in cui aveva visto il sacco,ogni sera puntuale si era infilato tra le viscide porte della scuola,travestendosi da albero di natale. Ebbene era proprio nel corridoio quando il preside fece la sua comparsa,dopo che la Triolo svenne inseguì Leuzzi che col suo elegante passo la trascinava nella stanza DI SOTTO. L'accesso si trovava....incredibile ma vero...proprio nel giardino di Nunzio,tra le coltivazioni di peperoni e la cannab....ehm gli asparagi. Leuzzi farfugliò la password in leuzzese e il passaggio si aprì,ma invece di scricchiolare suonò come la campanella.... La cosa si faceva inquietante....Iafrate entrò...armato di lettore mp3...non aveva idea di quale mostro era a custodia della Stanza... (sigrdrif)
...era lì di guardia la creatura più spaventosa che si potesse immaginare: un'enorme lonza, dal manto maculato, la chioma biondo platino, i denti sporgenti e la bocca bavosa. Sì, cari lettori, era Rosa D'Antonio... si avvicinò a Iafrate, pronta a sbranarlo, e se non fosse stato per il fetido alito che essa emanava , il nostro eroe sarebbe già morto. Accortosi di quella puzza nauseabonda, Iafra si voltò, e trattenne un urlo di terrore. Impanicato, fece appello alla sua immensa cultura musicale per ricordarsi un modo per sfuggirle. La situazione era tragica, ma ad un tratto, di fianco alla Lonza ,apparve una strana creatura luminosa "de zauber flote..-mormorava- de zauber flote". era lo spirito di Mozart. Iafra capì il suggerimento, estrasse il flauto magico che aveva sempre con sè e cominciò a spifferare una dolce melodia che compose lì per lì, riuscendo ad incantare la Lonza (zimona) Mentre Iafra stava tentando di aprire la porta davanti a lui sentì una presenza alle sue spalle:era Rita Robespierre."Che stai facendo?"gli disse quella sottovoce, guardandolo bieca,"anche tu hai sentito un urlo?". Il nostro eroe allora, rassicurato dalla sua presenza, disse:"stavo tentando di aprire questa porta, il grido veniva da li!". Rita allora avvicinandosi alla parete rispose:"Ci deve essere un modo per aprirla spostati!"e facendo fare alla pallina un moto parabolico colpì la porta. Si aprì."Lo dico sempre :le leggi della fisica funzionano in qualsiasi occasione!"affermò Rita e con un sorriso tutto soddisfatto varcarono la soglia. (cassandra)
Capitolo V
Il giovane Daniele e l'astuta Rita oltrepassarono quella soglia che era nota a pochi e si lasciarono dietro il cortile con il vento che sibilava in mezzo ai mastodontici fili d'erba che Nenni non volle mai tagliare da bravo boy scout. Appena dopo la porta vi era un stretto corridoio illuminato da torce attaccate alle pareti che portava a una scala a chiocciola che non lasciava intravedere la sua fine. Rita era sconvolta poiché nessuno l’aveva mai informata dell'esistenza di tale luogo mentre Iafra rifletteva sul fatto che forse sarebbe stato meglio rimanere a casuccia, ma ormai i giochi erano fatti: nessuno dei due poteva tirarsi indietro. E così cominciarono a scendere le scale.....(k1k2) Daniele e Rita sentirono altre urla. Dinnanzi a loro una lunga serie di scale. Scesero le scale a chiocciola. Silenzio.
<< Satana è buono. Satana è grande. Satana è buono. Satana è grande >> Continuavano a sentire. Ben nascosti, poi, inorriditi osservarono uno spettacolo inquietante. Una fila di persone incappucciate stava pregando davanti al Dio dorato, Osvaldo Leuzzi in tutta la sua magnificenza. Tra le persone incappucciate riconobbero la professoressa Bortoliero, accanto a lei c'era Mister Pots. Mormoravano qualcosa, Mister Pots rideva. E Iafrate e Rita osservavano inorriditi. Scorsero la Triolo sdraiata e ipnotizzata, allucinata dal sommo potere Osvaldiano. Intanto arrivava ancora Nunzio, insieme a Bruno, con un altro sacco. << Ne abbiamo preso un altro >> << Chi è? >> Chiese la Bortoliero, con voce maligna... << Finalmente ci potremo vendicare anche su di lui >> Li interruppe il Santaniello, anche lui parte della setta. << E' Ottaviani…>> Iafrate e Rita a poco a poco capivano il macabro gioco di morte. I professori catturavano gli studenti, li cucinavano, li giravano, li tagliavano, li rastrellavano, e poi, irriconoscibili, li inserivano nei tramezzini del Socrate e nelle pizzette. Ma non tutti i professori sapevano di questa macabra usanza. Per coprire la cosa anche qualche studente faceva il doppio gioco. “ Li mangiano! Li mangiano!” Diceva Rita sconvolta. “ Li mangi anche tu…” Disse il timido Iafrate. “ Cosa?” “ Mai mangiato un tramezzino al Socrate?”
Non era un sogno, un incubo piuttosto da cui non si sarebbero risvegliati. Ma tante cose rimanevano ancora punti interrogativi, ombre nell’ombra. Rita si coprì gli occhi, ma un leggero sussulto uscì dalla sua voce, che destò immediatamente l’attenzione del vigile Bruno, di Mister Pots, e di Nunzio. “ C’è nessunoooo???” Chiese Nunzio, mentre si cibava di uno dei tramezzini. Osvalduccio abbassava la sua maschera, “ Mi pare di aver sentito un piccolo rumore…” Iafrate guardò terrorizzato Rita, rimasero immobili, non avevano il coraggio di muoversi. “ Avanti…Noi non mangiamo!” Disse con cattivo gusto la mite Bortoliero, mentre strappava con i denti parte della pizzetta con Firincelli dentro… I professori, i bidelli e il preside, i membri della setta camminavano minacciosi come macchine con sguardo severo, masticando i loro studenti. “ Le nuove generazioni non sono poi così male…” Affermò Bruno mentre masticava la carne di uno di Socratiani. Iafrate e Rita non trovavano alcuna via d’uscita. Erano fermi, prigionieri. Presi dal panico incominciarono a lacrimare, poi a piangere, poi a disperarsi. Ma non serviva a niente: i loro sussulti disperati, i loro lamenti affannosi, contribuivano a peggiorare la macabra situazione, non placavano minimamente quell’aria gotica di morte. “ Guarda un po’ chi c’è…Queste non sono le mie galline!” Disse Nunzio con una pala, appena li vide. I nostri due eroi iniziarono a urlare, ma era troppo tardi. Con la pala e con l’ascia gli azzittirono, mentre un sottofondo musicale di Ludovico Van contribuiva a rendere l’atmosfera più minacciosa. La nona sinfonia esaltava la goduria, l’atroce cannibalismo, e poi divenne tutto nero. Daniele e Rita erano sopravvissuti? (sammy)
Capitolo VI
"Rita, Daniele mi sentite?"sussurrò una voce lontana. I nostri due eroi si ritrovarono distesi sul pavimento del laboratorio di fisica al secondo piano. Un uomo con i capelli bianchi corti li stava fissando. "Mauro" disse Iafra "grazie a Dio!". Il professor Castellani gli sorrise e indicò la porta. "Qui siamo al sicuro, la chiave d'accesso ce l'ho solo io!". Proseguì camminando su e giù per la stanza"C'è mancato poco, veramente poco!Eravate accerchiati. Mi ero accorto che Bruno era un po' strano ultimamente...meno male che la talpa ha agito! E' stata lei che mi ha avvisato e vi ha salvati, io non sapevo nulla di questa storia, ero troppo impegnato a firmare i ritardi! Chissà che fine avrà fatto la povera Triolo!"sospirò. Rita e Iafra si guardarono confusi...si sentì un rumore di passi dall'esterno. "Deve essere lei" disse Castellani. La porta si aprì. "Benvenuta cara, ottimo lavoro!Finalmente abbiamo una prova per eliminare Osvy dalla nostra scuola", sorrise il Vicepreside. (cassandra) la professoressa Triolo guardò perplessa prima castellani, poi rita e Iafra..."ma cosa state dicendo?? Eliminare osvy?? Ma come vi salta in mente?!? La persona più mite che io abbia mai incontrato" " Ma ...cristina!!-esclamò Iafra “non ti ricordi?? la Stanza, gli Incappucciati, i tramezzini..." "ma cosa stai blaterando? sono sempre stata convinta che tu eri un pò fuso...anzi, tutti voi mi sembrate strani...che vi succede??"...i tre capirono che qualcosa non andava..."cara-disse Rita- fammi un attimo vedere le tue calze nuove..." "subito!!guarda,non sono terribilmente alla moda??". si scoprì la caviglia, e in quel momento castellani e Iafra e rita urlarono, non tanto per il fatto di vedere le vergogne della prof, ma perchè dentro quelle gambe scorreva sangue, e in più erano anche quasi carnose!!! "tu...tu...tu non sei cristina!!!" esclamarono...(zimona)
Capitolo VII
"DRIIIIIIINNN" suonò la campanella. ma chi avrebbe mai potuto farla suonare? I tre si erano girati sorpresi e quando si voltarono nuovamente la Triolo, o un qualcosa con le sue sembianze, non c'era più. "è clinicamente impossibile che nelle gambe della Triolo possa scorrere del sangue -disse Rita- e addirittura in quella quantità"a quel punto intervenne Mauro: "deve essere molto tempo che lavorano di nascosto a qualche piano diabolico ma quello che mi domando perchè proprio Cristina? perchè????" "ora però ha piede libero -disse Iafra- e non sappiamo quanto possa essere pericolosa!" La lancetta lunga indicava le 4 e nel cielo regnava la luna piena e i tre eroi si misero alla ricerca della pseudocristina.......( K1K2) Mentre stavano scendendo le scale Castellani chiese a Iafra e a Rita:"non siete riusciti a vedere chi erano gli incappucciati?Dobbiamo sapere chi è dalla nostra parte e chi no!". Parlò per tutti e due Rita l'astuta: " la Bortoliero e mister Pots sicuramente, ma non ricordo chi fossero gli altri, si coprivano il viso con delle maschere bianche. Prima di svenire però ne ho visto un altro: D'Angelo. Colto dallo stupore per questa affermazione Castellani inciampò su un gradino e ruzzolò per le scale. "Oddio Mauro stai bene?" disse Iafra planando su di lui. "Si, si, non ti preoccupare!". L'attenzione dei nostri tre eroi venne attirata da una chiazza di sangue sul pavimento. "Mauro ma ti sei ferito?"chiese Rita preoccupata. "Veramente no!" disse Castellani con fare rassicurante. Nello stesso momento in cui pronunciava queste parole una goccia di sangue piombò sulla sua giacca. I tre alzarono lo sguardo: sopra di loro c'era un cadavere impiccato. Era un professore. Sulla sua camicia compariva il disegno di due baffetti color rosso sangue... ( Cassandra) I tre osservarono immobili, spaventati, pallidi, la professoressa Scopigno, impiccata. Iniziarono a urlare. Il sangue era ancora fresco, il cadavere oscillava da una parte e dall'altra. Qualcuno non potè fare a meno di vomitare. Ma immediatamente muniti di pale, asce e coltelli, giunsero dinanzi a loro il vigile Nunzio, l'astuto Bruno, e la robotizzata Triolo. << Scapp...>> Mauro non riuscì a finire la frase. Erano in trappola e non c'era più niente da fare. Seguirono solo urla. ( Sammy)
Capitolo VIII
Il giorno dopo
<< In classe ragazzi >> Diceva con tono abbastanza pacato il professor Ricciardi, entrando in aula. Erano le 8.30 del mattino, tutti erano mezzi addormentati e andavano lentamente verso i loro posti. Una ragazza, dall'ultimo banco chiese: " Professore, ma oggi manca la professoressa Triolo?" " Sì, ha chiesto un permesso. In verità mancano anche altri professori, dovrò coprirli in altre classi" " Chi manca?" " Manca Castellani, manca pure il Professor Iafrate. Dai, ragazzi, ora facciamo latino", disse. Il mite professore sfogliava il libro di latino con il suo classico ghigno. A fine ora salì in aula informatica, da Mino. " Mino, mi avevi chiamato?" Chiese allora entrando. " Professore, venga subito qui" Gli fece cenno Mino, che fissava lo schermo del computer. Ricciardi si accomodò e sbalordito dalle immagini chiese a Mino: " Ma, che fai?" Si vedeva la presidenza sullo schermo. " Riprendo 24 ore su 24 la Presidenza. Francesco te ne parlo perchè mi fido di te, ma c'è qualcosa che non va qui dentro. Ogni giorno sento degli strani rumori, rumori che vengono da sotto. E poi i professori non sembrano più gli stessi, sembra tutti automi. E poi mancano in continuazione, per esempio c'è la professoressa Bortoliero che non si vede da giorni. E gli studenti? Alcuni studenti mancano da troppo tempo a Scuola"...Ricciardi guardò Mino sospettoso. " E' vero, me ne sono reso conto anche io. Ma perchè riprendere 24 ore su 24 il Preside?" " Non lo so..." Aggiunse Mino " Il fatto è che quell'uomo mi convince sempre di meno. L'altro giorno ha ordinato al bar quà di fronte centinaia di pizzette e tramezzini. Poi resta a Scuola fino a tardi, non so cosa ci faccia. Francesco, QUI STA SUCCEDENDO QUALCOSA. Dobbiamo indagare!" Ricciardi allora fissò lo schermo. " Guarda, il Preside è rientrato in Presidenza" Dallo schermo osservarono i movimenti del Preside, che assaporava un altro tramezzino. Poi però si girò di scatto. " Ci sta guardando!" Esclamò terrorizzato Francesco. " Ha individuato la telecamera che avevo posizionato!" Osvaldo guardava sbalordito verso la telecamera. Poi fece un inquietante sorriso, uscì dalla Presidenza. " STA VENENDO QUI!!!!" Urlò Mino. ( Sammy)
"tu salvati!" disse Mino a Ricciardi e gli consegnò un dvx pirata con la registrazione della telecamera "Sbrigati o sarà troppo tardi!" Ricciardi uscì dalla sala computer e sentì dei passi provenire dallo stesso piano. Il rumore dei passi si faceva sempre più forte e il professore non aveva altra via di fuga se non la scala antincendio. Rimase nascosto, preoccupato per la sorte di Mino. Era passato un quarto d'ora ma non aveva sentito alcun rumore al che decise di avvicinarsi cautamente all'aula computer. Con grande stupore vide che l'aula era vuota e trovò a terra una cravatta con dei disegni orrendi. si chinò per raccoglierla e come si rialzò vide su tutti i monitor quel ghigno che aveva fatto osvy verso la telecamera. Ricciardi era sbigottito......( K1K2)
Ormai la situazione era degenarata...era il caso o meno di avvisare gli studenti?? e la reputazione della scuola?? E poi sarebbero tutti rimasti indietro con il programma!! Mentre il professore vagava dubbioso nell'aula, in un luogo non ben definito della scuola, si stavano prendendo alcune decisioni di vitale (in senso letterale) importanza..... "Abbiamo sempre meno tempo" "hai ragione" "occorre una manovra drastica" "la Cosa ha sempre più fame" "non abbiamo un minuto da perdere" "ma come facciamo a procurarci la materia prima necessaria??" "ci vorrebbe un diversivo..." "...e tanti alunni..." Bruno e Nunzio si guardarono compiaciuti ed esclamarono malignamente: "la festa d'istituto..."(zimona)
Capitolo IX
Intanto Ricciardi spostava il suo sguardo da computer a computer, sempre più velocemente, così forte che la testa gli girava. Cadde x terra con un tonfo sordo. Ci mise un attimo a rendersi conto d'aver perso i sensi. S'accorse che aveva ancora in mano la cravatta a losanghe rosa shocking, che aveva raccolto da terra. Si rialzò con molta fatica, senza riuscire a smettere di guardare, terrorizzato, i monitor dei computer. Intorno a lui nient'altro che quella smorfia sadica del preside. Mino era sparito. Improvvisamente Ricciardi si voltò. Inorridito osservò la soglia della porta: c'era una gallina, una gallina di Nunzio ovviamente, che lo fissava. Ricciardi la osservava, incapace d'ogni movimento. Cosa ci faceva una gallina nel corridoio del secondo piano vicino alla sala computer? Il professore non sapeva darsi una risposta. Poi, pochi istanti dopo, la gallina trotterellò via velocemente lungo il corridoio. Il professor Ricciardi capiva sempre meno cosa mai stava succedendo in quel liceo...( Chicca V)
Intanto Mino era riuscito a fuggire grazie alla scala antincendio. Ancora non aveva ben compreso cosa stesse accadendo all'interno della scuola ma non era normale che la Bortoliero non fosse ancora passata in laboratorio per informarsi via internet sulle offerte per i viaggi natalizi. così iniziò ad ispezionare l'esterno della scuola finchè non giunse di fronte l'orticello sospetto di Nunzio. Forti lamenti provenivano dal sottosuolo...mino non riusciva più ad ascoltare quei lamenti strazianti. Stava per fuggire quando voltatosi gli apparve davanti la figura inquietante della Triolo. "finalmente un volto amico" pensava mino che rivolse alla presunta cristina un caloroso saluto in cerca di aiuto << professoressa stanno succedendo cose inquietanti in quest'istituto!io ho cercato di investigare, mi sono battuto, ho lottato, sono stato molto coraggioso ma.....è stato tutto inutile!>> <> e così la falsa professoressa sguainò una pala e colpì virilmente con tutta la sua forza mino!!! ( Nimrod)
Capitolo X
Ricciardi non si poteva arrendere così...si riprese dallo stordimento....doveva trovare Mino! Era indispensabile,era suo dovere salvarlo,era scritto nel "codice dei professori",capitolo 1 versetto 7!!! Il fedele riccio corse come un dannato,gli studenti lo guardavano scioccati....scivolone sul corrimano...1 piano fatto...scende il secondo e.....palo in pieno! Ma non sia mai detto che riccio si arrenda:la gallina di nunzio era un messaggio inquietante,doveva seguire le briciole. L'uscita era sbarrata, con la sexy Maria Pia che era momentaneamente impegnata con uno spettacolo di lap dance davanti a Pasquina; no era la strada sbagliata! Francesco si gettò per il corridoio, volò davanti alla presidenza e si gettò in palestra,qui però l'attendeva la Giorgi, piu incazzata che mai. "Francesco brutto rincojonito! Che fai me piombi qui come se c'avessi du anni! Non se corre per i corridoi! E annamo dai! Rincojonito! Guarda come corri! pezzo de legno!",una furia omicida s'impadronì del nostro eroe. Ma valutò le possibilità: forse avrebbe dovuto portare quella furia umana dalla sua parte. Le raccontò tutta la storia di Mino,della fuga e delle peripezie...ma la prof. non si dimostrò nè intimorita nè sorpresa,anzi! Con fare sicuro disse "Stavo a sospettà de nunzio da un pò de tempo,da quanno ho scoperto che era lui il responsabile degli allagamenti in palestra solo pè trovare na scusa pe nasconde non so che...ah ma sta volta nun me racconta fregnacce". Con fare da killer andò nella sua stanzetta con scritto "Vietato l'ingresso",fece entrare Francesco,premette un bottone,e un intera parete si spostò rivelando un arsenale "Prenni quello che voi francè,io non so mai impreparata".
Dei passi pesanti rimbombavano nella palestra:se ci fosse stato qualcuno avrebbe visto la Giorgi e Ricciardi vestiti con un lungo mantello di pelle,entrambi con gli occhiali da sole e mitra in mano. Con fare sospetto si avviarono verso casa di nunzio ( sempre dentro Scuola) ma appena svoltato l'angolo si trovarono davanti alla triolo,che mandava lampi dagli occhi e si muoveva con suoni metallici. "Vi stavo aspettando!",improvvisamente dalle mani le uscirono immensi artigli e si avviò allo scontro,la Giorgi saltò sul muro camminandoci sopra e cominciando a sparare,ricciardi dopo qualche colpo piroettò in aria e si rifugiò dietro un cespuglio. La Giorgi colpì più volte la Triolo ma senza risultato,dopo un combattimento serrato ,corpo a corpo, tra artigli Triolani e unghie Giorgiane i primi ebbero la meglio. La prof. di educazione fisica cadde inerme a terra. Ci fu un "nooo" di Ricciardi che si precipitò vendicativo sulla Triolo ma lei lo fermò come fosse stato un pupazzetto e lo gettò a terra.... La vincitrice emise un urlo acuto canticchiando "T-t-t-r-i-o-l-o vince sempreee!" ( Sigrdrif)
La professoressa Triolo esultava nella sua incredibile freddezza. Era un clone, un maledettissimo clone, pensava Ricciardi, a terra, sospirante. << Professore...>> Si chinò allora il clone << Lo sta studiando greco per domani?>> << Cosa? >> Chiese il povero Ricciardi. << Piccolo scolaretto..." Eimi, Erxomai...Dimmi qualcosa! >> << Lei è pazza! E' pazza! >> Urlava disperato Ricciardi. << Nooo!!! Bisogna G R E C I Z Z A R S I!!! Dobbiamo grecizzarci, il greco è l'essenza della nostra vita. E' l'arkè di tutto! Non importa ciò che viene prima, non importa ciò che viene dopo! E' il greco, piccolo motore immobile, è l'essere, tutto ciò che può essere pensato. Il GRECOOOO!!!! >> Mentre la professoressa urlava e delirava, il professor Ricciardi approfittò del momento di delirio, si alzò e le urlò: << E dove cazzo lo metti il LATINO!!!??? Mitto, mittis, misi, missum, mittere! >> << No!!! >> Era latino contro greco, greco contro latino. La lotta del secolo. I paradigmi delle due lingue morte si fusero creando una distorsione immane e un alterazione nella linguistica comparata (?). Ma il latino ebbe la meglio e la Triolo esplose in mille pezzi. Si avevano solo pochi residui. La testa della professoressa in un angolo. La sua ultima parola fu " Erxomai...". E poi si spense. Ricciardi corse verso la Giorgi che giaceva per terra. << Professoressa, la prego si risvegli! Professoressa! Aiuto!!!! Dottor Carter!!! >> Urlava alla ricerca di aiuto. Ma niente, nessuno. Ora era tutto nelle mani del professore ferito, doveva raggiungere casa di Nunzio, doveva fermare il sistema! Doveva fermare i tramezzini, le pizzette del Socrate. Doveva latinizzare... ( Sammy)
Troppo agitato per capire cosa stesse facendo iniziò a vagare per la palestra a carponi,martellando a terra con il pugno.......poi lo trovò. Il punto dove si sente il vuoto sotto il pavimento polveroso della palestra. Ai suoi battiti rispondevano altri battiti da sotto il pavimento e rumori che però non riusciva a distinguere. Quella palestra dove gaiamente aveva giocato a basket varie volte,di colpo gli appariva un luogo totalmente sconosciuto,l'intera scuola,gli altri professori,erano tutti degli estranei. Quale posto era quello nascosto sotto la palestra?Cosa celava?Persone,galline,o qualcosa di ben più inquietante e pericoloso? Spaesato alzò lo sguardo al soffitto,poi alle finestre e....lo vide,un quadernino che aveva già visto varie volte. Apparteneva a Iafrate,che passava ore a sfogliarlo,ma cosa ci faceva li in alto?Doveva prenderlo? L'avrebbe forse aiutato a scoprire cosa stava accadendo?O comunque a svegliare la Giorgi? ( Folletto)
Capitolo XI
Sicuramente vi state chiedendo quanto siano idioti gli Studenti del Socrate da non accorgersi di tutti questi sconvolgimenti...in realtà, anche fra di loro, cominciava a nascere qualche sospetto...una bella mattina infatti, in secondo c, accadde una cosa veramente inquietante . "buongiorno ragazzi!" la classe rimase ammutolita. "ragazzi?! che succede??" ...era la professoressa Branco, che entrata in classe, si trovò davanti 25 alunni che la guardavano ad occhi spalancati: portava la maglietta con il faccione di Benito Mussolini. Questo era davvero troppo. I ragazzi negli anni trascorsi al Socrate, si erano abituati a persone scomparse, macchie di sangue, urla raccapriccianti ma la Branco fascista era davvero troppo!!! "quella non è Eugenia...-mormorò luca mangione a brunini- quella non..." "D'Aquino, cosa stai mormorando??" gridò la prof "Nulla...nulla..io...." "POLLUS FURENS!!!!" esclamò la Branco. subito luca fu preso da una specie di crisi epilettica, cominciò a sbattersi al suolo, rivoltarsi sul pavimento, dare capocciate al muro , contorcersi e fare strani versi, sotto gli sguardi terrorizzati della classe, mentre la Branco sogghignava soddisfatta... ( Zimona)
Attirata da quei rumori la professoressa Cicero, che stava facendo lezione in una classe accanto, piombò nell'aula e, avendo visto in che stato si trovava il povero Luca machone, si scagliò contro la Branco, cominciando a declamare: "Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi...". Immediatamente Luca rinvenne e la Branco, dopo aver roteato gli occhi, cadde sul pavimento, polverizzata. ( Cassandra)
Al suono della campanella delle 11:25 gli studenti uscirono dalle classi per la ricreazione ma nell'aria c'era qualcosa di strano: era più di una settimana che nessuno vedeva la Triolo appoggiata al muro che spippettava le sue sigarette fine, il trio di streghe formato da Bocca Polimeni e Loreto era diventato un duo per la mancanza della Loreto ma soprattutto erano giorni che nessuno vedeva Firrinceli e dal giorno della sua scomparsa le pizzette erano piene di peletti. Cose strane stavano accadendo… ( K1K2)
....Bruno cercava di risolvere il problema-Triolo. "è un'assenza troppo clamorosa. Anche la Smillovich capirebbe che qualcosa non va, ma dove lo trovo un altro??" intanto, da dietro le sue spalle virili, qualcosa stava strisciando...."atteeeento!!" Nunzio irruppe nell'antro, si gettò su Bruno facendolo rocambolare a terra..." ti stava quasi per prendere...". si girarono...la Cosa era tornata nel suo cesto..."mi dimentico sempre di quanto ha fame...." "stai organizzando il piano "mortaldisco" per giovedì sera??" chiese Nunzio . " si, dovrebbe esser tutto pronto, sempre se quel prof ricciardi non continua a metterci i bastoni fra le ruote....hanno anche fatto fuori la Triolo...cioè, la nostra Triolo...spero solo nessuno prenda prima di giovedì il latte macchiato miscela arabica dalla macchinetta...." il giorno dopo, ovviamente.... ( Zimona)
Santaniello entrato in classe fece alzare un alunno gli da 30 centesimi e:"Vai a prendermi qualcosa alla macchinetta",l'ignaro alunno arrivato davanti alla macchinetta non sapeva che prendere,proprio quando si decise per un "latte macchiato miscela arabica" notò qualcosa che lo distrasse.Nunzio,che seduto dietro la cattedra dei bidelli l'osserva."In classe!"Nunzio che dice ciò ad un alunno???"Il professore mi ha chiesto...""Che vuoi prendere?""Ma non so...""Alcune cose sono finite" A questo punto però dalle scale apparve una gallina che sgambettò veloce in direzione del 2 piano. Nunzio appena la vide si gettò al suo inseguimento e l'alunno rimase solo davanti alla macchinetta,i 30 centesimi ancora in mano. Cosa succederà?Cambierà idea e prenderà qualcosa di diverso da latte macchiato miscela arabica o no?Perchè Nunzio si trovava li seduto?E perchè quella gallina correva così per la scuola? ( Folletto)
Insomma, a scuola succedevano cose strane, e non erano più solo alcuni professori a preoccuparsene, ma anche gli studenti. Se Firrinceli mancava da giorni, la stessa cosa succedeva per Ottaviani ( l'ultima volta Leuzzi lo stava masticando ). ( Sammy)
Capitolo XII
Ricciardi, intanto, aveva sfogliato quel quadernino, ma era vuoto. Completamente vuoto. Non c'era niente che gli potesse servire. << Bisogna trovare un modo per fermare Ricciardi >> Disse il Preside convinto, dopodichè si toccò i baffi e gli venne in mente un'idea a dir poco geniale. Incominciò a esultare per la sua genialità, canticchiando in inglese. Ricciardi era in palestra, a sfogliare ancora il vuoto quaderno quando sentì alcuni passi. << Chi c'è? Nunzio, sei tu? >> Si sentiva osservato, e ancora quei passi. Il mite Francesco si faceva prendere dall'ansia. << C'è nessuno???>> Poi, fermo, impietrito, vide la professoressa Bortoliero, seminuda, vestita con gli abiti di wonder woman, provocante, con una sigaretta in bocca. << Ciao Francesco >> Gli disse, mordendosi le labbra. << P...P...Professoressa...>> Ricciardi non sapeva più che dire, o cosa fare. La Bortoliero si avvicinò a lui. << Ho sempre aspettato questo momento >> Lo abbracciò. Ricciardi non sapeva più cosa dire. << Io ti ho sempre amato Francescuccio, ma tu mi hai mai dato retta, ma lo sapevi vero...Oh Riccio...>> In quel momento la Bortoliero estrasse dalla tasca del suo giaccone una siringa e la infilò nel collo del professore. Ricciardi cadde a terra. << Perchè?...>> Chiese lui. << ...Sogni d'oro Riccio >> Disse la diabolica dark lady mentre Ricciardi giaceva a terra.
La Bortoliero raggiunse Osvaldo. << Iafrate, Rita, poi la Triolo, Mino, la Giorgi, ora Ricciardi, non ci sono più testimoni, Osvaldo >> Leuzzi con un ghigno malefico annuì. << Io e te, amore mio, insieme conquisteremo il mondo >>... ( Sammy)
intanto... "La Cosa ha fame. Dobbiamo fare qualcosa!" Disse Nunzio a Bruno. I due erano nella casa di Nunzio, e stavano tramando per portare avanti i loro loschi piani. "Te l'ho detto, tocca aspettare fino alla festa d'Istituto. Non si può fare nient'altro." Diceva Bruno, "stiamo rischiando grosso, e ormai ci stiamo muovendo troppo alla luce del sole. Dobbiamo essere più cauti, ci sono troppi occhi indiscreti in questa scuola!" "E anche i muri hanno le orecchie." proseguì Nunzio. "Appunto." puntualizzò Bruno. "Appunto." gli fece eco Nunzio. "Però ne abbiamo fatto fuori un altro..." "Intendi Ricciardi?" "Già... proprio quel ficcanaso di Ricciardi!" "Comunque Lord Osvaldo è molto contento di come stanno andando le cose..." disse con tono pacato Bruno, "è soddisfatto di come stiamo portando avanti la missione." "Ricordati che ci manca ancora una cosa però..." lo ammonì Nunzio. "Cosa?" "Dobbiamo sbarazzarci del cadavere della Scopigno." "Hai ragione..." (chiccaV)
capitolo XIII
Mentre nella scuola si respirava un' aria di tensione decise di fare il suo ritorno il prof. dalla tutina verde e dalle scarpe che porta sin dall' ultimo anno di liceo (che ha fatto parlare di se per la sua incredibile somiglianza con Terence Hill) ovvero Darione Nenni,il quale se ne era andato a causa dei soprusi subiti dal preside e pronto a sventare qualsiasi minaccia da arte di quest' ultimo verso prof e alunni. Giunse di PASSO nella sua amata e sempre sporca palestra e vide i segni dei combattimenti avvenuti poco tempo prima...capendo al volo con la sua intelligenza volpina che la situazione era molto grave decise di munirsi di clavette e mazze da hokey trovate nello sgabuzzino della palestra. "Pronti e via si può combattere!"-pensò- ma non era così,decise di tirare fuori la sua arma segreta...palline da ping-pong contenenti arsenico gassoso!!! (Bin Laden non avrebbe saputo fare meglio!) Ora si può partire....................(mavi's) ......il nenni corse tutta la notte x arrivare da lei...l'unica donna in grado di aiutarlo...la SERRAVEZZA!arrivò davanti al suo palazzo e,lanciando una pallina da ping pong esplosiva,colpì la finestra della mitica prof.maria si alzò sbuffando dal letto e si affacciò alla finestra....bastò uno sguardo (lei anche da lontano ci vedeva benissimo) e capì:il mondo aveva bisogno di lei. Si avvicinò all'armadio e prese IL VESTITO...era tanto che non lo indossava, chissà se le stava ancora..." mannaggia a quell'ignorante di Tarantino e quando mi ha copiato facendolo indossare a uma thurman...ora andrà di moda..." esclamò offesa. Si,le stava...lasciò i bimbi al compagno sexi e con un salto felino saltò giù dalla finestra."eccomi" disse...e si incamminarono silenziosi verso la scuola... (kl@) ...dove si era appena consumato un altro terribile delitto...torniamo alla macchinetta. il povero alunno, turbato appena da Nunzio e la gallina, aveva infilato i 30 cent nella macchinetta. premette il pulsante latte macchiato (miscela arabica) e.......Carlo lo aspettava impaziente in classe : "ma per tutti gli dei, dove caspitarella è finito??Atena, aiutaci tu!!"...esasperato dall'attesa, andò di persona a controllare. nessuna traccia dello studente. decise allora di prendersi da solo il suo latte macchiato, e borbottando qualche strano trimetro giambico, aspettò la bevanda. Quando l'estrasse dalla macchinetta , cacciò un urlo: dentro vi erano gli occhiali del povero alunno....e il latte era si macchiato, ma di rosso!!! la scuola era ancora sottosopra per quest'ennesima raccapricciante sparizione, quando da lontano spuntò la tutina fluorescente del Nenni, accompagnato dalla sua fedele amica. I due arrivarono nel cortile, salirono di corsa al primo piano, poi al secondo, poi di nuovo al primo, poi in aula magna, poi al secondo...la Serravezza, stremata , disse "ma dove stiamo andando?? " e il Nenni " va bene, ci siamo riscaldati, è ora di vedere che succede!!" ....purtroppo la gallina era proprio dietro di loro (zimona) Capitolo XIV Finalmente Mino si risvegliò. Gli faceva terribilmente male la testa per la palata sferrata dalla pseudo-triolo , e cercava di capire cosa stava succedendo...era nell'orticello di nunzio,e chissà quanto era rimasto tramortito!! Entrò in palestra e davanti a lui vide il povero Ricciardi svenuto, o forse morto, riverso sui tappetini. Accanto a lui una siringa. Che cos'era quel liquido verdastro lì dentro?? Cercò di svegliare Ricciardi, ma non si muoveva più. stava per scoppiare in lacrime, quando si accorse che il prof ancora respirava! eccitato, capì che l'oscura sostanza forse non aveva agito completamente, e forse c'era un antidoto, ma chi poteva trovarlo??...corse con la siringa in mano dall'unica persona che poteva salvare ancora Ricciardi da una morte lenta e dolorosa ...la professoressa Bocca. "Margherita, margherita! è successa una cosa terribile, il prof..." "so già tutto, caro. l'ho appena visto nella mia sfera di cristallo...sai, era tempo che pensavo di dirtelo..in realtà io sono Margeritina Alkemeia De Bokkis, mi hanno ibernata nel 1300 poiché praticavo arti oscure..." la Bocca sorrise pacatamente, prese Mino per mano, lo portò al laboratorio di chimica. Qui armeggiò con un paio di ampolle e poi disse "trisosfato ionizzato di potassio ibridato sp1 in acqua salata al 20% massa/volume!!"....sotto il lavandino incrostato del laboratorio si aprì una minuscola porta, che dava su una lunga e buia scala a chiocciola...(zimona) Mino si guardò intorno con circospezione... "Avanti , sbrigati! Non c'è tempo da perdere!" Gli intimò la Bocca, che lo precedeva a passo svelto. Quelle scalette buie e strette sembravano non finire più, ma proprio mentre Mino stava pensando "Signore, ti prego, tirami fuori di qui", un fascio di luce gli colpì gli occhi, e fu costretto a socchiuderli; e subito dopo si ritrovò in una piccola stanzetta non molto illuminata, che aveva tutta l'aria di un laboratorio di chimica. "Un'altro?" Pensò Mino. "E a che serve?" Era piuttosto sporco lì dentro, c'era almeno un dito di polvere ovunque. "Eccoti qua Giuseppa. Come procede l'antidoto?" La Bocca si era avvicinata ad una Polimeni concentratissima, china su un intruglio fumante. "Sta andando bene, ma bi manca ancora un pò... devo ragionare qualche minuto..." Rispose la Polimeni. Ricciardi, senza fare domande, si sedette su uno sgabello scricchiolante. La Bocca osservava la Polimeni. "Ialora.... biù ber meno fa meno... ma in questo caso fa biù. Sennò l'andidoto non bi viene." Disse con la fronte corrucciata la Polimeni, con il suo inconfondibile accento. Improvvisamente sentirono dei passi che correvano su per la scaletta a chiocciola. "Sta arrivando qualcuno!! Presto Giuseppa metti al riparo l'antidoto!" Urlò la Bocca. "Dobbiamo fuggire!" Esclamò spaventato Mino. "Non possiamo fuggire! L'unica via di fuga sono le scalette da dove siamo venuti. E i passi provengono da lì! Non c'è nulla da fare........... PREPARIAMOCI A COMBATTERE." (chicca) "Per la pazienzina!" disse la Bocca "si sta avvicinando". Il rumore di passi si fece più acuto...sulla porta, mentre i tre professori erano nascosti dietro ad uno scaffale, si stagliò la figura di Bruno. "Ma per tutti i GAS!" disse la Bocca uscendo dal suo nascondiglio, "beccati questo!" e prendendo dalla sua giacca un diamante di enormi dimensioni colpì Bruno alla testa...(cassandra). Capitolo XV
Tutto era nelle mani di Mino, della Polimeni e della Bocca. Dovevano portare l'antidoto a Ricciardi, dovevano farlo risvegliare. Bruno era stato colpito, era a terra. Il sangue, ancora fresco, gli scivolava giù per il viso. Poi aprì gli occhi, dilatati e emise uno stridulo lamento. Si alzò sanguinante e ferito...
<< Professore!!! >> Gridò Mino. << Fagli bere l'antidoto, non c'è più tempo, non c'è più tempo!!! >> Urlò la Bocca. La Polimeni gli verso il liquido antidoto tra le labbra. << E ora? Tra quanto si riprenderà? >> Si chiedeva Mino. Ma l'antidoto non ebbe l'effetto sperato, almeno momentaneamente, ma il professor Ricciardi entrò in una specie di stato allucinogeno all'interno del suo sogno.
Ricordava, ricordava alcuni momenti della sua vita. Ricordava quando comprò il dado che sarebbe stato la dannazione degli studenti, ricordò la prima volta che strinse la mano a Osvaldo Leuzzi e si sentì traumatizzato. Ma ora era tutto buio. Ai ricordi si aggiungevano strane visioni. Ricciardi era allucinato dall'immagine sacra di Mino in perizoma che gli ballava davanti la danza del ventre, in aula informatica, buttando a terra tutti i computer. Poi Ricciardi, traumatizzato, si riprese. << Professore! Ha funzionato, ha funzionato!!! >> Urlò Mino. Il professore si svegliò, si orientò, felice che la visione di Mino in perizoma fosse solo un terribile incubo.
Ma i tre non fecero a tempo a riprendersi che improvvisamente arrivò Bruno, che urlò e rise con un ghigno malefico: " Guai a voi anime prave!" Aveva in mano un estintore. " Bruciateeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!" Bruno era uscito di senno e bruciò Mino che incominciò a correre dappertutto mentre nel foco bruciava. I suoi vestiti si consumarono, rimase urlante in perizoma, mentre bruciava tutto. << MINOOOOO!!!!! >> Urlò la Bocca. Mino non c'era più, era solo cenere. Bruno guardava Ricciardi, la Bocca e la Polimeni col solito, maledetto, ghigno malefico. << Che cosa è successo al Bruno che conoscevamo? Che fine ha fatto??? E voglio sapere che è successo agli altri professori??? C'è qualcosa di losco in questa scuola! >> Urlò la Bocca. << Cara professoressa, lei non è in condizioni di fare richieste >> Bruno fece un fischio, arrivò subito vigile Nunzio. << Nunzio, legali! Portiamoli insieme al piano sotto, presso la setta, saranno il nostro sacrificio in onore di Osvaldo Leuzzi...I nostri agnelli sacrificali...>> Nunzio legò i tre, che non riuscirono a fare resistenza. << IL SIGNOR LEUZZI DECIDERA' PER VOI!!! >> Dopodichè vennero portati sotto terra, nel luogo della setta a cui assistettero Rita e Iafrate orripilati. Ora Ricciardi, la Polimeni e la Bocca non potevano più salvarsi: sarebbero stati vittime sacrificali del grande Dio Leuzzi. E Iafrate? E la vera Triolo? E Castellani? Tutti misteriosamente spariti. Mentre Bruno e Nunzio con i prigionieri si allontanavano, era ormai cenere il povero Mino, vittima di quest'ammutinamento generale. ( Sammy) ...intanto il prof Nenni e la Serravezza continuavano trotterellando il loro giro per la scuola, ignari del pericolo che incombeva alle loro spalle. Ad un tratto Dario scivolò su qualcosa...cadde sui gradini facendosi un male boia, ma si rialzò scattante "per dindirindina, ma cos..." vide la macchia di sangue per terra. era esattamente sotto il cadavere impiccato della Scopigno...e quando si girò per cercare lo sguardo rassicurante della serravezza, vide la gallina gigante che ne sputava gli ultimi ossicini. "nooooooooooooo!maledeeettttaaaaa!" urlò il nenni, in piena iperventilazione. era nel panico più nero...che fare? fuggire, lasciarsi inghiottire, o reagire??...cominciò a sudare freddo...sudare,sudare,sudare....e a quel punto la gallina svenne. il Nenni rimase piuttosto perplesso, ma poi si diresse trionfante, totalmente dimentico dell'orrida fine della scopigno, verso la palestra... ( Zimona) Capitolo XVI
Mentre si avvicinava all'entrata della palestra, sentì una strana melodia provenire dal giardino di fronte all'orto di Nunzio...era l'overthure delle nozze di figaro. Sempre più incuriosito il giovane e aitante Nenni cercava di capire da dove provenisse quel dolce suono, ma davanti a lui c'erano solo ruderi, erbacce, galline, nipotini di Nunzio, soldatini dei nipotini di nunzio e tre sospette botti. sfruttando il suo ingegno capì che dentro di queste si nascondeva qualcosa di veramente eccitante. zompettando cercò per il giardino una qualche spranga per aprirle. Trovatala, cominciò a scodinzolare e a mazzarellar le botti, fino a quando non spaccò la prima. Dentro c'era il cadavere di castellani,immerso in un strano liquidino appiccicoso alla matrix. Disperato, ricominciò a sudare...sudare...sudare fino a quando il ferro delle altre botti cominciò a squagliarsi....dalla seconda botte si liberò una strana creatura verdognola, urlante, con una voce terribilmente isterica: era Rita Loreto , che era riuscita a sopravvivere grazie alla conservazione dell'energia cinetica presente nel suo corpo. Dalla terza trionfalmente con il suo prezioso zauber flauto in mano schizzò fuori Daniele Cristiano Potter Iafrate, che in quei giorni di prigionia aveva riscritto il Rigoletto in cinese....i tre, sporchi ma vivi , tranne il povero Mauro, si abbracciarono con le lacrime agli occhi, più per il puzzo di Nenni che per la gioia, e decisero di trovare un posto sicuro per formulare un piano trionfante. ( Temperino)
E mentre Iafrate, Rita e il Nenni elaboravano un piano Ricciardi, la Polimeni e la Bocca si trovavano ormai sotto la Scuola. Erano stati legati, non riuscivano a urlare, potevano solo disperarsi. Nunzio e Bruno portarono i tre in tre barelle, al cospetto del grande Leuzzi che sorrideva macabramente. << Pater...>> Disse Nunzio << Ti abbiamo portato qualcosa da sacrificare...>> Leuzzi aveva l'acqualina in bocca. << Voglio mangiare!!! >> Disse. Il Santaniello gli portò forchetta e coltello, la dark Bortoliero gli portò un piattino, Mister Pots un altro piatto per sputare gli avanzi. Con forchetta e coltello si avvicinò ai tre " agnelli sacrificali". " I would eat" Disse nel suo splendido inglese. " No! Non ci può mangiare" Disse con le lacrime agli occhi il povero Ricciardi. " Non potete mangiare i professori!!!!" Leuzzi sospirò. << No, ma vi siete immischiati nei nostri affari e ora ne dovete pagare le conseguenze!" Incominciò a tagliargli. Si sentirono le grida degli antichi spiriti dolenti, mangiava, mangiava, mangiava. Quando ormai fu sazio disse: << Ora che gli ultimi testimoni sono stati eliminati possiamo prepararci per LA FESTA D'ISTITUTO...>> Nunzio fece un diabolico ghigno. Erano pronti! Ma non sapevano che il Nenni, che Iafrate e che Rita stavano elaborando un complesso piano per fermare tutto... ( Sammy) "Dobbiamo fermarli!!!" continuava a ripetere Rita" ma come, come se non sappiamo neanche chi è con noi e chi contro di noi!!", le rispondeva Dario!!" ci vorrebbe un fatto clamoroso, qualcosa che faccia uscire allo scoperto tutti i maledetti adepti leuzzesi, cosicchè tutti possano vederli, e combatterli!!"disse Daniele...si trovavano nel laboratorio di fisica, e cercavano di trovare un modo di salvare la loro amata scuola dalle grinfie di quei pazzi del sotterraneo..." ci dev'essere un filo che colleghi tutti i terribili fatti.." disse rita-miss marple" ..."morti, sacrificati...persone sacrificate...cloni umani...caffè corretto alla morte per umani...nunzio.....galline giganti che...aspettate!!ecco l'idea!" esclamò daniele, indicando una gallina che in quel momento zompettava accanto al piano inclinato del laboratorio... ( zimona) La gallina avanzava zompettando entrò nella stanza e alle sue spalle sbucò un alunno.....un alunno che era stato ingiustamente scambiato per nemico........l’alunno si fermò all'ingresso della stanza con il viso coperto dal buio della notte che penetrava dalle finestre. Fece un passo avanti e tutti lo riconobbero. Era Dario Mastrantonio! Salutò tutti e Iafrate pieno di gioia gli si fece contro salutandolo calorosamente! Dario era la talpa degli studenti che (più svegli dei professori) avevano gia in passato avuto quache sospetto sulle "nuove" attività che Nunzio e Bruno svolgevano nella scuola. IL giovane spiegò ai professori che gli studenti si stavano organizzando e che erano quasi pronti ad entrare in azione ma gli serviva l'appoggio di più professori!!!! La giovane spia si era finalmente mossa.....gli scacchi erano ormai disposti sulla scacchiera.......ormai una guerra era inevitabile......i professori presenti nell'aula, cominciarono a discutere subito su come affrontare il nemico e il saggio professor Iafrate disse:" la battaglia si svolgerà nella palestra, non possiamo andare nel loro nascondiglio perchè sarebbero troppo avvantaggiati, li faremo uscire con una trappola......Dario andrà a dirgli che c'è un alunno ficcanaso in palestra e li , li accoglieremo con un degno benvenuto." (un ghigno gli si fece chiaro sulla sua paffuta faccia!!!) Il ragazzo si fidò del professore.......Ma la gallina che era entra nella stanza???? Dove era finita????? L'arguto Iafrate se ne accorse ma non disse nulla.....diede a Dario una cosa e gli disse che gli sarebbe servita!!!!! Dario uscì dalla scuola senza farsi vedere e andò nel luogo dove quell'organizzazione di studenti si riuniva......entrò in rete, nel forum della scuola dove tutti gli iscritti avevano prestato giuramento di solenne fratellanza e unità contro ogni professore bastardo....spiegò la situazione al fondatore del forum Samuele Sestieri....che dopo aver consultato i membri più importanti fece un discorso a tutti gli iscritti : "Ragazzi, oggi ci troviamo in giorni la cui luce è oscurata dalle tenebre di Leuzzi, non sappiamo fino in fondo a cosa andremo in contro ma il nostro giuramento ci darà la forza di combettere E DI VINCERE!!!!!!!!!!" Tutti scattarono in piedi ricoprendo l'aria di grida di gioia, grida che trasmettevano coraggio a chiunque le sentisse!!!!! L'indomani sarebbero andati a scuola come se niente fosse ma sapevano che la battaglia si avvicinava e tutti fremevano per l'impazienza di combattere!!!! ( Mastro28) Prima o poi si arriva a quel momento. Prima o poi bisogna farlo. E' inutile scappare, bisogna combattere, è necessario. Il professor Iafrate si ripeteva allo specchio, a casa sua. Il giorno dopo ci sarebbe stato IL GRANDE EVENTO: la festa d'istituto. Era lì che insieme a Rita, che insieme al Nenni e agli studenti del Socrate avrebbe combattuto il male. Era un pò una coincidenza che durante la stessa festa Leuzzi e la sua setta avrebbero fatto qualcosa di " decisivo".
Iafrate si preparava prima della grande battaglia. Si radeva la barba, guardava serio verso lo specchio. IL GIORNO DOPO FINALMENTE SAREBBE ARRIVATA LA GUERRA!
Inconscio di guesto il diabolico latin lover Osvaldo Leuzzi preparava la sua armatura, col suo petto possente, con la sua virilità. La Bortoliero era scoinvolta da quei muscoli, da quel fascino un pò rude, un pò selvaggio del Preside. Tutti si preparavano. La quiete prima della battaglia. Gli studenti contro i professori, in fondo era così che sarebbe dovuta andare, fin dall'inizio. Con l'eccezione di Rita, di Iafrate e del Nenni tutti gli altri prof. erano maledettamente dalla parte del male.
Ma alcune domande rimanevano ancora senza risposta...Cos'era il codice di Nunzio nella fotocopiatrice, cosa c'era veramente in quel quaderno, ma soprattutto cos'era la creatura? Sorgeva il sole. La battaglia stava per incominciare...( Sammy) Capitolo XVII
Proprio in quei giorni, la scuola era sottosopra per un altro evento importantissimo, che ogni anno mobilitava centinaia di studenti entusiasti ed emozionati: le olimpiadi di fisica. Una piccola quartina, alunna diligente della Loreto, si dirigeva verso la macchina fotocopiatrice , entusiasta e un pò nervosa di trovarsi a svolgere un compito così importante, sotto lo sguardo di mezza scuola poi! Doveva fare 25 fotocopie delle olimpiadi...ce l'avrebbe fatta? Forse finalmente quache figo del III l'avrebbe notata, e così anche lei sarebbe diventata la ragazza di uno famoso, e tutto sarebbe cambiato, e...distratta in questa introspezione filosofica, non si accorse che la vecchia e cara fotocopiatrice betty aveva qualcosa di strano...proprio all'ultima pagina, s'inceppò, e sputò fra le braccia della terrorizzata quartina un librone scarlatto e polveroso...lo aprì alle prime pagine: "20 settembre 1983: cominciamo a cercare le vittime di quest'anno, sembrano tutti un pò pazzi, ma qualcuno adatto lo troveremo..."girò altre pagine " 15 aprile 1987: mannaggia, per poco non ci hanno scoperto..." " 28 marzo 1994: finalmente anche quell'impicciona è sparita, sei contento signore oscuro?" " 16 dicembre 2005: manca sempre di meno alla Festa fatale..." ...la piccola capì che grazie a quella scoperta, sarebbe diventata finalmente "in" in quella scuola...e corse a scrivere il contenuto del libro sul forum. ( Zimona)
Erano tutti li a leggere le parole di quel maledetto libro che ha dato origine a tutto....c'era scritto...........: " qui tutto ha inizio e tutto finisce. Troverete le risposte che cercate se in grado saprete di dire le magiche parole segrete!!!" quel libro all'apparenza poteva sembrare solo una specie di cronaca di tutto ciò che accadeva negli antri oscuri della scuola...ma come diceva l'epigrafe all'inizio del libro per avere delle risposte bisognava dire le parole segrete!!!! quindi cera molto di più in quel libro.......cosa avrebbe mai potuto rivelare?
Tutti i membri del forum fecero numerosi tentativi ma nessuno riuscì a svelare il mistero....le ore passavano e la battaglia si avvicinava!!!!!!!!!! Il tempo come una corda che si stringe sempre di più intorno alla gola soffocava i nostri giovani studenti....che cercavano delle risposte come...cos'è la cosa??????? Neppure Dario nella sua attività di spionaggio era riuscito a scoprire cosa fosse......era fondamentale conoscere quel segreto........ Ad un certo punto come fosse un lampo, una piccola ragazza disse: "Moratti"...........il libro si sollevò e uscirono fuori le grida di tutti gli studenti sacrificati a quel mostro per attuare quella terrificante riforma della scuola che avrebbe portato alla distruzione delle menti di tutti gli studenti!!!!!!!! Il segreto era stato svelato e tutti impauriti da quell'orrida scoperta finalmente uscirono da casa per andare a combattere quella battaglia che avrebbe cambiato il loro destino.........una sola battaglia...una sola speranza di sopravvivere!!!!!!! ( Mastro 28)
Finalmente festa d'istituto. Arrivano tutti gli studenti, con sguardi carichi di odio, pronti con le armature, le pistole, i fucili, le spade,le mitragliatrici, i lanciafiamme. Volevano arrivare prima del Preside, avrebbero atteso " il male" in Aula Magna. Erano tutti tesi, finalmente sarebbe stato chiaro a tutti chi avrebbe avuto il potere della scuola, studenti o prof.; Iafrate, Rita e il Nenni, gli unici tre prof. tra le file degli studenti aspettavano insieme ai loro alunni. Luci spente. Silenzio. Tutti si chiedevano quando sarebbero arrivati Leuzzi e i suoi scagnozzi. Poi,all'improvviso, Nunzio, che si era accorto della trappola, sfondò la porta con le sue possenti spalle e fece entrare tutti i malvagi professori, guidati da Leuzzi. << Fermi! >> Urlò Samuele tra gli studenti. << Avete capito tutto non è vero? >> Disse Leuzzi minaccioso, ma improvvisamente di nuovo quel diabolico ghigno. << Non importa, tanto meglio. Se volete la guerra che guerra sia! Vi lincieremo, vi trucideremo, e poi vi mangeremo! Alla fine era così che doveva finire, no? Studenti contro professori...>> I professori complottarono qualcosa, mentre gli studenti prendevano una decisione. Si fece avanti, tra la folla, Bower. << Ci sarà il giorno in cui il coraggio degli studenti non esisterà più, MA NON E' QUESTO IL GIONO! Oggi noi dobbiamo combattere e vincere! Per noi, per il Socrate! >> Gli studenti si esaltarono. << SERRATE I RANGHI! >> Immediatamente il pelide Leuzzi urlò: << SERRATE I RANGHI! >> Le due fazioni si avvicinarono, alcui con spade, altri con pistole o chi come la professoressa Nardoni con il Castiglioni Mariotti in braccio. E allora fu guerra! Nunzio si muoveva abilmente con la sua pala che infilzava dritto al cuore degli studenti, ma venne fermato dal Frappa che con un moto rettilineo orizzontale fece oscillare i suoi lunghi capelli che graffiarono Nunzio. Egli emise un grido di dolore ma immediatamente Nunzio si favorì della sua più grande arma: un'immane scoreggia di vendetta e rabbia repressa che buttò il Frappa contro la parete. Studenti contro prof., tutti combattevano! Entrarono decine di galline di Nunzio, vennero tirati qua e là dizionari di latino, era L'INFERNO! Un grido affannoso da parte di Dario Mastrantonio che oscillava la sua spada, diede un cazzotto alla Smillovich che cadde a terra. << L'essere è, il non essere non è >> Urlò la Smillovich in tutta la sua follia che morse al collo Dario, che fu divorato poi dalle galline. La dark Bortoliero all'improvviso si ritrovò davanti il Nenni. << Francesca, vieni dalla parte del bene. Sono tutti impazziti, bisogna salvare il Socrate. Leuzzi è roso dalla pazzia! >> Ma la Bortoliero gridò e si sollevò da terra: << Onda energetica! >> Urlò e il glorioso Nenni venne abbattuto contro il muro. La battaglia continuava... ( Sammy314)
Le grida di tutti si diffondevano in tutto l'edificio.......ad un certo punto Leuzzi disse: "mancano solo pochi studenti e la cosa sarà finalmente risvegliata!!!!!!". Dario che era sommerso da numerose galline fu liberato da suoi fedeli amici e con il loro aiuto sferrò un attacco devastante sulla linea nemica....gettò 10 vocabolari di greco. Tutti verso la Bortoliero che cadde morta sul pavimento insanguinato dell'aula magna......Leuzzi alla vista di quell'orribile perdita si sfilò la cravatta rosa a strisce argentate e cominciò a frustare gli studenti aprendosi un varco fra le linee nemiche e giunse davanti a Samuele che colto di sorpresa stava per essere colpito ma Proprio mentre stava per essere inflitto il ferale colpo la terra tremò.........e al centro del campo di battaglia si aprì una voragine, i lampi che uscivano dal cratere illuminavano a sprazzi l'aula e in quei brevi istanti di luce si vedeva un'esile figura...con in mano un foglio.........era il testo della nuova riforma della nuova era........tutti si fermarono in attesa di qualcosa........La Moratti alzò lo sguardo e sorrise teneramente agli studenti......il sangue che scorreva nelle giovani vene degli studenti venne sostituito dal terrore.....immobili assistevano all'inizio della loro fine. Un Grido della Cosa.........Leuzzi approfittando dell'immobilità di tutti sferro il colpo che tanto bramava e quando la sua Terribile cravatta stava per colpire il giovane studente un rumore sordo che proveniva da dietro le piccole spalle del preside..........lo blocco.....Negli occhi di Lele c'era uno sguardo di terrore.....il preside cadde a terra privo di vita...esalando l'ultimo respiro.......ora davanti a Samuele si stagliava l'enorme sagoma di Dario che aveva infilzato il preside con il manico della sua chitarra!!!!!!!!! La battaglia riprese...........La Cosa cominciava a muoversi fra la folla ma non faceva ancora nulla........si limitava a guardare.........( Mastro 28)
Capitolo XVIII
La battaglia imperversava in tutta la scuola: in palestra i machoni, in memoria del Nenni, cercavano di difendersi dalle galline affamate proteggendosi con i materassi polverosi, sul terrazzo alcuni cercavano di chiedere aiuto, altri combattevano all’ultimo sangue nell’aula di chimica, nel laboratorio di fisica la storica sfida Loreto-Bruno teneva con il fiato sospeso tutti quanti. In aula magna la Cosa si avvicinò al corpo di Osvi, e con un dolce bacio, gli ridiede vita. i pochi temerari che erano rimasti in aula magna,rimasero terrorizzati...era invincibile. erano nelle grinfie di Osvi. Erano pochi, ormai allo stremo delle forze, quasi disperati si tenevano stretti l’un l’altro…sapevano che solo un miracolo avrebbe potuto salvarli. Nunzio rideva…rideva,rideva. Finalmente era arrivato il gran giorno! Finalmente…finalmente…qualcuno, però, non aveva retto all’emozione,e tremante di paura, si era rifugiato nell’aula cic con tutta la sua vigliaccheria: era un ragazzetto, bassetto, biondino…una faccia un po’ del cazzo, ma all’apparenza molto dolce. Non riusciva a trovare il coraggio per uscire di lì. Ad un certo punto, qualcuno entrò correndo in quella saletta: era una quartina, che si era ben bene acchittata in previsione della fine del mondo. “grandioso-pensò il bamboccio- magari ci rimedio pure qualcosa” e , per farsi bello davanti a quella bratz spaventata, si accese una sigaretta. A volte sono le persone più inutili a salvare tutti quanti. Che rabbia. Con la sua sexy-eloquenza cercava di incantarla, e ciccando in modo sensuale non si accorse che qualcosa sul tavolo stava prendendo fuoco… In quello stesso istante, un terribile urlo immobilizzò tutti quanti: il santaniello era caduto a terra, e si rotolava strappandosi i capelli, pronunciando parole irripetibili, roteando gli occhi, e vomitando uno strano liquido color porpora: gli alunni rimasero attoniti e disgustati. Qualcuno notò del fumo che proveniva dall’aula cic. Corsero a vedere, volendo distaccare gli occhi da quella terribile vista: ecco, davanti a loro il bamboccio che cercava di spegnere qualcosa…ma cos’era a bruciare?? Scansatolo bruscamente , presero in mano quello che rimaneva di…un registro! Aprirono lentamente la prima pagina, che era stata risparmiata dall’apparente stupidità del ragazzetto…e lessero sbigottiti: “registro del prof. Santaniello Carlo”….i ragazzi si scambiarono uno sguardo compiaciuto…. “scusa , che hai da accendere?” tutti correvano per le aule , cercando registri da bruciare, mentre i professori colpiti si dimenavano sul pavimento…intanto il bamboccio , giubilante per l’unica cosa buona che era riuscito a fare da quando stava al Socrate, dilettava un gruppetto di scimmiotte di quarto raccontando loro la sua impresa coraggiosa. in aula magna la Cosa guardava terrorizzata il suo esercito decimarsi. Osvaldo non riusciva a capire dove aveva sbagliato. Ormai mancava solo lui….”ragazzi-gridava Iafrate- ce la possiamo fare!uniti, oggi e per sempre, fino alla morte, in nome della libertà! Urlate con me: moooooooorteeeee!” seguì il coro fomentato degli studenti “mooooooorteeeeeeeeeeeeeee” …avanzando stringevano sempre più Osvi e la cosa verso la parete….leuzzi e Daniele si guardarono negli occhi “ hai finito con la tua tirannia, da oggi non nuocerai più a ness….oddio, odddiooooooooo!!sjneofne…..coaf,coaf…AHhhahahahhaHAHHAhhHAh!!!” il professore si gettò per terra, e cominciò a dimenarsi….dopo qualche secondo d silenzio, lezzi scoppiò in una grassa risata…i ragazzi, divisi dalla rabbia e dalla disperazione, si guardarono attoniti…chi, chi era stato quell’idiota a bruciare il registro di Iafrate, chi,chi per la miseria!!! In quel momento, il bambolotto biondino entrò nell’aula magna, con il suo seguito di bamboline spasimanti…con aria eroica si vantava della sua ultima impresa, dell’ultimo registro scovato e bruciato. L’intero istituto si scagliò su quel deficiente . qualche tempo dopo , mentre alcuni machoni volontari infierivano ancora sulla carcassa del bamboccio, gli altri studenti piangevano disperati sul corpo, ormai irriconoscibile di Iafrate. Calde lacrime bagnavano il pavimento,i ragazzi erano disperati: avevano perso la loro guida, come potevano fare adesso?arrendersi? divenire il nuovo pasto della Cosa? Sembrava l’unica cosa da fare…sotto l’occhio malvagiamente gaudente di Osvi, gli studenti si diressero verso le fauci della Cosa. Intanto Nunzio meditava alle spalle del suo signore oscuro: “sono anni che vivo solo per lui, è sempre stato al centro della mia vita, ho ubbidito a tutti i suoi ordini, anche i più spregevoli, non gli ho fatto mai mancare nulla. Forse è arrivato il momento , forse questa volta una palpatina me la concede!” timidamente avvicinò la sua mano verso i calzoni di Osvi…ed, emozionato, sfiorò quelle forme da venere. Era in paradiso....”finalmente!che delizia! Però….cos’era quel rigonfiamento?” audacemente, Nunzio ripalpò la chiappa oscura: “sembra un libricino….forse…forse…sono le lettere del suo amante! Forse…ama un altro…devo,devo sapere!!” con agile mossa, sfilò il libricino dalla tasca di Leuzzi, mentre questo era distratto dallo spettacolo degli studenti divorati. Nunzio cominciò faticosamente a leggere “ tra un po’ il mio progetto andrà a buon termine. E soprattutto, riuscirò a sbarazzarmi di quella palla al piede! Quel viscido bidello. Pensava di esser entrato nelle mie grazie. Non ha ancora capito che io l’ho solo usato per anni. Che ingenuo. Una volta raggiunto il potere, lo eliminerò come tutti gli altri…” no. Non poteva essere! Quelle parole , usato,usato, gli avevano annebbiato la mente. Non ci poteva credere: si era preso gioco di lui!!!con gli occhi iniettati di sangue , si gettò su quell’essere immondo che l’aveva ingannato, gli strinse le dita al collo, e urlò : “maledetto!!!!!!” Osvi,colto di sorpresa, cercava di reagire “infame traditore, come osi!” “ come ha potuto ingannarmi! Deve morire! Ha approfittato della mia buona fede! Maledetto! Morirà!” gli studenti ormai erano solo spettatori di quell’atroce spettacolo….la Cosa, però, che vedeva il suo servo più fedele morente, cercava di svignarsela…”eh,ehe,eh,…nessuno s accorgerà di me…eheheh…ohi, ciao bella gallinotta…anche tu fuggi di soppiatto? Ma che carina che sei…un po’ grossa forse…ehi…che vuoi da me…ehi..non ti avvicinare con quegli occhi golosi, mi fai paura..-ehi…no, mi fai male….ahi, mi morde….ehi….AIUTO!!!!!!!!!” i ragazzi fecero appena in tempo a vedere la gallina che si rosicchiava una gamba destra, ma poi, della Cosa, non c’era più traccia. In quell’istante Osvaldo cominciò a sgretolarsi “ no, non ci posso credere, tutti i miei sogni, così infranti, no maledizione, nooooooooooo”….era solo polvere. Nunzio guardò il suo grande amore svanire, e con lui, tutti i professori crudeli e cannibali si sgretolarono. Non era questo il momento dei rimpianti, della tristezza: ce l’avevano fatta. I ragazzi ce l’avevano fatta. Il Socrate era libero dal tiranno!!!!! Un urlo di gioia esplose dall’aula magna, e un corteo traversò il cortile, portando Nunzio, in trionfo verso il suo caro e vecchio giardino…a caro prezzo gli studenti avevano conquistato la loro libertà, ma finalmente, potevano cominciare una nuova vita. Grazie al loro coraggio, grazie alla loro capacità di far gruppo. Grazie alla loro intelligenza. Grazie alla loro cultura. Ma, soprattutto, grazie a Nunzio e alle sue galline. ( Zimona)
The end
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